Febbraio 2008
“Ad appassire sulla Riviera dei Fiori sono due fra gli ultimi feticci del secolo scorso: l’Evento Unico di massa e la comunità nazionale. Trattasi di una rivoluzione, sociale e mediatica, con la quale abbiamo già dovuto fare i conti noi della carta stampata. Nessun giornale, nessun romanzo, nessun film e - adesso possiamo dirlo - nessun programma televisivo può ancora avere la pretesa di rivolgersi a una massa indifferenziata di persone. Lo spezzatino ha preso il posto dell’arrosto e non esiste chef in grado di ripristinare l’antico menu. (…) E posso andarmele a vedere gratis, quando e quante volte mi pare, smistandole poi attraverso internet agli interlocutori delle mie nicchie di riferimento: il forum dei tifosi della mia squadra del cuore, il blog degli amici del parmigiano reggiano, il sito dei fanatici di film ugandesi degli Anni 70 e gli altri milioni di rivoli comunitari in cui si è frantumato il mondo dei media. Ancora pochi anni fa, se a una cena dicevi: avete visto giovedì sera da Santoro… sapevi di ottenere una reazione: di disgusto, magari, ma informata. Ora anche Santoro, anche il Festival, e fra un po’ anche la Nazionale, rappresentano l’interesse di comunità specifiche, e alle cene diventa sempre più difficile trovare un argomento comune di conversazione. È un male? No. È un cambio.”
—Massimo Gramellini su La Stampa, “Lo schermo a pezzi”
“Ride, butta la testa indietro. Lei naturalmente della canzone di Alberto Radius non sapeva nulla. Lei è oltre, vive in un altro mondo fatto di altre cose. I ricordi, i fantasmi. Nessuno intorno, la notte che si mangia tutto. Non è una signora: se manca l’acqua calda tira i piatti addosso, dice che la musica è arte e degli artisti bisogna avere rispetto perché sono gente che soffre. Lei quando ha fame manda l’autista a comprarle la Viennetta gelato a Savona, perché “di certo quelle di Sanremo sono avvelenate”.”
—Concita De Gregorio nella stanza d’albergo di Loredana Bertè, bel pezzo su Repubblica
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“In campagna elettorale, ogni candidato adotta una sorta di terzomondismo verso il Sud, perpetua ancora in modo mal celato quel senso di superiorita’ che fa si che si continui a considerare i cittadini del Sud dei soggetti a responsabilita’ limitata, degli eterni minorenni incapaci di realizzare qualcosa di positivo solo a motivo del male subito da parte dello Stato centrale. Sono tutti pronti a promettere piu’ soldi, maggiori investimenti ed infrastrutture ma nessuno punta l’indice verso le responsabilita’ dei meridionali dicendo: “Sei stato trattato male in passato, ma poi hai continuato a sbagliare da solo per decenni”.”
—Giuseppe Veltri sul suo blog a proposito del “Mezzogiornismo”
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“Scazzottiamoci, prendiamoci a sputi in faccia, così fottiamo il pubblico, lo imbarbariamo e avremo un’Italia di merda”
—Già fatto, credo. Comunque Sanremo perde ascolti e Pippo Baudo si incazza.
“Non avete capito il gioco di specchi! La canzone l’ha scritta D’alessio. L’amico di D’alessio è la Tatangelo stessa. Lei ci gioca ripetendo a profusione che l’amico è come lei (guardando provocatoriamente alla telecamera). La Tatangelo è un uomo. La Tatangelo è un uomo gay (effeminato e truccato). D’alessio è gay (represso). Siamo tutti gay. Mi pareva così semplice, no?”
—Commento di Cornflakesboy a questo post del blog Tom
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“A.T: “Ma lo scuorn è pecchè ancora nun so ddiventat un Icon ppi ricchuin!! So’ rimast solo ij e chilla stpec’è travestit de la Moratti la n’gopp a Milan”.
G.D.A.: “Amò e che ce vvò?! Tanto chilli abbocan a tutt’. Sto su la tazza do ccess e tieng cinq minut libbberi. Mo te scriv na canzone pe San Rem su nu ricchion ca campp è mmerd e vedi te si nun divient l’icona dell’icone de li ricchiun e vinc pure lu premio dda ggiuria!!”
A.T: “Gigi’, si na bbellezz!” —Tratto dalle intercettazioni telefoniche tra Anna Tatangelo e Gigi D’Alessio, da un post di Insy Loan di qualche settimana fa. “Una nuova icona ghei”, da stasera a Sanremo.
G.D.A.: “Amò e che ce vvò?! Tanto chilli abbocan a tutt’. Sto su la tazza do ccess e tieng cinq minut libbberi. Mo te scriv na canzone pe San Rem su nu ricchion ca campp è mmerd e vedi te si nun divient l’icona dell’icone de li ricchiun e vinc pure lu premio dda ggiuria!!”
A.T: “Gigi’, si na bbellezz!” —Tratto dalle intercettazioni telefoniche tra Anna Tatangelo e Gigi D’Alessio, da un post di Insy Loan di qualche settimana fa. “Una nuova icona ghei”, da stasera a Sanremo.
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